Ripassino veloce/2 | [ciwati]
domenica 21 luglio 2013
giovedì 18 luglio 2013
Link2sd
Collegare lo smartphone al PC come mass storage
Se abbiamo una ROM cucinata e non abbiamo mai collegato come mass storage il nostro smartphone al PC, potrebbe non bastare collegare i 2 dispositivi tramite cavo USB. In particolare se abbiamo windows 7 o windows vista, collegando lo smartphone al PC potrebbe apparire un errore nell’installazione dei driver mtp usb. Per collegare il nostro smartphone a windows 7 (vista) come mass storage (ossia per leggere il contenuto della SD dal PC come se fosse un HD esterno) dobbiamo andare in c:\windows\inf\ e spostare i file wpdmtp.inf e wpdmtp.PNF da qualche parte magari sul desktop, ma comunque fuori da una qualunque sottocartella di c:\windows. Solo dopo aver fatto questa operazione, colleghiamo lo smartphone al PC tramite USB. A questo punto sulla barra delle notifiche apparirà il mesaggio USB collegata. Apriamo la barra, facciamo tap sul messaggio e scegliamo “Attiva archivio USB”. Il nostro smartphone è ora collegato al PC e in “Computer” dovremmo vedere un nuovo hard disk esterno.
Usare un programma del PC per gestire le partizioni della scheda SD
Se non abbiamo la minima idea di cosa sia una partizione, prima di proseguire è necessario farsi un giro in rete per capire cosa stiamo facendo… I programmi per gestire le partizioni di un disco sono davvero tanti, tutti free e tutti utili allo scopo. Qui viene indicato Partition Wizard Home Edition, ma davvero ce ne sono tanti. Lanciamo il nostro gestore di partizioni dopo aver collegato lo smartphone al PC come archivio USB e creiamo due partizioni sulla nostra SD. La prima, primaria, di tipo FAT32, la seconda, primaria anch’essa di tipo EXT4. Destiniamo a quest’ultima partizione circa 1GB di spazio. Ci sono posizioni molto discordanti sulla necessità di creare una ulteriore partizione di swap. In questa sede non verrà creata. A questo punto scolleghiamo lo smartphone dal PC e riavviamolo.
Installare ed usare link2sd
Per installare link2sd ci basta andare su google store e installarlo. Al primo avvio link2sd ci chiederà quale è la partizione che dovrà usare per spostare le nostre applicazioni. Scegliamo la voce “ext4″ e diamo “ok”. Il gestore delle applicazioni di root ci chiederà se concedere o meno l’autorizzazione a link2sd. Confermiamo a mettiamo la spunta che troviamo in basso. A questo punto dobbiamo riavviare lo smartphone. Riavviato lo smartphone rilanciamo link2sd. Questa volta link2sd ci mostrerà le novità dell’ultima versione e poi, dato “OK”, finalmente ci mostrerà un elenco di applicazioni che possiamo gestire come meglio crediamo! Link2sd è un’applicazione molto potente! Cominciamo a studiarne l’interfaccia iniziale. Nel caso della figura qui a lato abbiamo un elenco di 83 applicazioni installate. In alto abbiamo a disposizione 3 icone: - un imbuto - un elenco - una lente La prima icona ci consente di filtrare l’elenco delle 83 applicazioni mostrato in basso. In particolare potremo scegliere se mostrare tutte le applicazioni, solo quelle di sistema, solo quelle installate da noi e così via. La seconda icona invece ci consente di ordinare come meglio preferiamo l’elenco delle applicazioni. Possiamo ordinarle per nome, per data, per spazio occupato e così via. Infine la lente ci consente di identificare un’applicazione tra quelle elencate. Se premiamo il pulsante fisico elenco (quello in basso a sinistra) apriamo il menù. Le voci del menù sono: Selezione-Multipla Spazio Memoria Impostazioni Informazioni Altro La prima voce ci consente di selezionare più applicazioni contemporaneamente. La seconda voce ci fornisce importanti informazioni circa l’uso di tutte le memorie del nostro smartphone. La voce impostazioni ci consente di impostare alcune funzioni di link2sd. La descrizione già presente sotto le singole voci ne identifica le rispettive funzioni. Le ultime due voci sono irrilevanti. Ammettiamo adesso di voler spostare su SD un’applicazione. I casi possono essere 2: vogliamo spostare un’applicazione installata da noi vogliamo spostare un’applicazione di sistema Entrambe le situazioni sono mostrate nella figura che segue. Le prime 2 immagini (App Cache Cleaner) si riferiscono ad un’applicazione da noi installata. Le altre due invece ad un’applicazione di sistema. Facendo tap sulla voce “Sposta su scheda SD” effettuiamo uno spostamento fisico (quello effettuato da app2sd) dell’applicazione. Non è quasi mai la scelta migliore. Inoltre sono poche le applicazioni che sono predisposte a tale funzione. Esse sono indicate da un’icona, posta sotto il nome, con scritto “spostabile” (come ad esempio nel caso di App Cache Clenaer). Facendo tap sul bottone “Azioni” otteniamo due menù leggermente diversi a seconda che l’applicazione sia stata installata da noi o sia di sistema. Mettiamo l’accento sulla voce “Converti ad app…”. Questa voce consente di trasformare un’applicazione di sistema in una normale applicazione, come se l’avessimo installata noi! Questo è molto importante perché in questo modo vengono attivate le voci “Crea collegamento” e “Rimuovi collegamento” e per usare tutta la potenza di link2sd, è opportuno usare proprio la voce “Crea collegamento”. Facendo tap su questa voce infatti, dopo una richiesta di mettere delle spunte che noi lasceremo invariate, avremo la possibilità di spostare l’applicazione su SD. Le prime applicazioni da spostare su SD sono youtube e il google store perché occupano quasi 10MB ciascuna e non ha senso che stiano nella memoria interna. Link2SD è senza dubbio un software fondamentale per chi ha poco spazio interno per le proprie applicazioni. Tuttavia ha un limite: non gestisce la dalvik-cache! Essa resta sulla memoria interna del nostro dispositivo e aumenta le proprie dimensioni con l’aumentare delle applicazioni installate sul dispositivo. Ecco perché, se abbiamo un dispositivo con cyanogenMod 7.x o maggiore, è forse più opportuno considerare l’uso di S2E.
Se abbiamo una ROM cucinata e non abbiamo mai collegato come mass storage il nostro smartphone al PC, potrebbe non bastare collegare i 2 dispositivi tramite cavo USB. In particolare se abbiamo windows 7 o windows vista, collegando lo smartphone al PC potrebbe apparire un errore nell’installazione dei driver mtp usb. Per collegare il nostro smartphone a windows 7 (vista) come mass storage (ossia per leggere il contenuto della SD dal PC come se fosse un HD esterno) dobbiamo andare in c:\windows\inf\ e spostare i file wpdmtp.inf e wpdmtp.PNF da qualche parte magari sul desktop, ma comunque fuori da una qualunque sottocartella di c:\windows. Solo dopo aver fatto questa operazione, colleghiamo lo smartphone al PC tramite USB. A questo punto sulla barra delle notifiche apparirà il mesaggio USB collegata. Apriamo la barra, facciamo tap sul messaggio e scegliamo “Attiva archivio USB”. Il nostro smartphone è ora collegato al PC e in “Computer” dovremmo vedere un nuovo hard disk esterno.
Usare un programma del PC per gestire le partizioni della scheda SD
Se non abbiamo la minima idea di cosa sia una partizione, prima di proseguire è necessario farsi un giro in rete per capire cosa stiamo facendo… I programmi per gestire le partizioni di un disco sono davvero tanti, tutti free e tutti utili allo scopo. Qui viene indicato Partition Wizard Home Edition, ma davvero ce ne sono tanti. Lanciamo il nostro gestore di partizioni dopo aver collegato lo smartphone al PC come archivio USB e creiamo due partizioni sulla nostra SD. La prima, primaria, di tipo FAT32, la seconda, primaria anch’essa di tipo EXT4. Destiniamo a quest’ultima partizione circa 1GB di spazio. Ci sono posizioni molto discordanti sulla necessità di creare una ulteriore partizione di swap. In questa sede non verrà creata. A questo punto scolleghiamo lo smartphone dal PC e riavviamolo.
Installare ed usare link2sd
Per installare link2sd ci basta andare su google store e installarlo. Al primo avvio link2sd ci chiederà quale è la partizione che dovrà usare per spostare le nostre applicazioni. Scegliamo la voce “ext4″ e diamo “ok”. Il gestore delle applicazioni di root ci chiederà se concedere o meno l’autorizzazione a link2sd. Confermiamo a mettiamo la spunta che troviamo in basso. A questo punto dobbiamo riavviare lo smartphone. Riavviato lo smartphone rilanciamo link2sd. Questa volta link2sd ci mostrerà le novità dell’ultima versione e poi, dato “OK”, finalmente ci mostrerà un elenco di applicazioni che possiamo gestire come meglio crediamo! Link2sd è un’applicazione molto potente! Cominciamo a studiarne l’interfaccia iniziale. Nel caso della figura qui a lato abbiamo un elenco di 83 applicazioni installate. In alto abbiamo a disposizione 3 icone: - un imbuto - un elenco - una lente La prima icona ci consente di filtrare l’elenco delle 83 applicazioni mostrato in basso. In particolare potremo scegliere se mostrare tutte le applicazioni, solo quelle di sistema, solo quelle installate da noi e così via. La seconda icona invece ci consente di ordinare come meglio preferiamo l’elenco delle applicazioni. Possiamo ordinarle per nome, per data, per spazio occupato e così via. Infine la lente ci consente di identificare un’applicazione tra quelle elencate. Se premiamo il pulsante fisico elenco (quello in basso a sinistra) apriamo il menù. Le voci del menù sono: Selezione-Multipla Spazio Memoria Impostazioni Informazioni Altro La prima voce ci consente di selezionare più applicazioni contemporaneamente. La seconda voce ci fornisce importanti informazioni circa l’uso di tutte le memorie del nostro smartphone. La voce impostazioni ci consente di impostare alcune funzioni di link2sd. La descrizione già presente sotto le singole voci ne identifica le rispettive funzioni. Le ultime due voci sono irrilevanti. Ammettiamo adesso di voler spostare su SD un’applicazione. I casi possono essere 2: vogliamo spostare un’applicazione installata da noi vogliamo spostare un’applicazione di sistema Entrambe le situazioni sono mostrate nella figura che segue. Le prime 2 immagini (App Cache Cleaner) si riferiscono ad un’applicazione da noi installata. Le altre due invece ad un’applicazione di sistema. Facendo tap sulla voce “Sposta su scheda SD” effettuiamo uno spostamento fisico (quello effettuato da app2sd) dell’applicazione. Non è quasi mai la scelta migliore. Inoltre sono poche le applicazioni che sono predisposte a tale funzione. Esse sono indicate da un’icona, posta sotto il nome, con scritto “spostabile” (come ad esempio nel caso di App Cache Clenaer). Facendo tap sul bottone “Azioni” otteniamo due menù leggermente diversi a seconda che l’applicazione sia stata installata da noi o sia di sistema. Mettiamo l’accento sulla voce “Converti ad app…”. Questa voce consente di trasformare un’applicazione di sistema in una normale applicazione, come se l’avessimo installata noi! Questo è molto importante perché in questo modo vengono attivate le voci “Crea collegamento” e “Rimuovi collegamento” e per usare tutta la potenza di link2sd, è opportuno usare proprio la voce “Crea collegamento”. Facendo tap su questa voce infatti, dopo una richiesta di mettere delle spunte che noi lasceremo invariate, avremo la possibilità di spostare l’applicazione su SD. Le prime applicazioni da spostare su SD sono youtube e il google store perché occupano quasi 10MB ciascuna e non ha senso che stiano nella memoria interna. Link2SD è senza dubbio un software fondamentale per chi ha poco spazio interno per le proprie applicazioni. Tuttavia ha un limite: non gestisce la dalvik-cache! Essa resta sulla memoria interna del nostro dispositivo e aumenta le proprie dimensioni con l’aumentare delle applicazioni installate sul dispositivo. Ecco perché, se abbiamo un dispositivo con cyanogenMod 7.x o maggiore, è forse più opportuno considerare l’uso di S2E.
domenica 9 giugno 2013
Come risolvere errore "WindowsUpdate_80246001" "WindowsUpdate_dt000"
L'errore "WindowsUpdate_80246001" "WindowsUpdate_dt000" si può verificare nel tentativo di installare degli aggiornamenti da Windows Update.
Questo problema può verificarsi se la cartella di distribuzione del software di Windows Update è stato danneggiata.
Occorre, pertanto, rinominare questa cartella che verrà ricreata la prossima volta che utilizzerete Windows Update.
Passaggi da compiere:
1. Chiudere tutte le finestre aperte.
2. Fare clic su "Start", poi su "Tutti i programmi" e su "Accessori".
3. Tasto Destro del mouse su "Prompt dei comandi"e fare clic su "Esegui come amministratore".
4. Nella finestra "Amministratore: Prompt dei comandi", digitare net stop WuAuServ e premere Invio.
Nota : Si prega di guardare la finestra e assicurarsi che dica che è stato arrestato correttamente prima di cercare di rinominare la cartella.
5. Fare clic su "Start", nel campo "Cerca programmi e file", digitare %windir% e premere Invio.
6. Nella cartella aperta, cercare la cartella "SoftwareDistribution".
7. Fai clic destro sulla cartella, selezionare "Rinomina"e digitare SDold per rinominare questa cartella.
8. Ancora nella finestra "Amministratore: Prompt dei comandi" digitate il comando net start WuAuServ per riavviare il servizio Windows Update.
Nota : Si prega di guardare la finestra e assicurarsi che dica che è stato avviato con successo.
9. Ritornando in Windows Udpate, cercate i nuovi aggiornamenti e vedrete che ora riuscirete a installarli
Questo problema può verificarsi se la cartella di distribuzione del software di Windows Update è stato danneggiata.
Occorre, pertanto, rinominare questa cartella che verrà ricreata la prossima volta che utilizzerete Windows Update.
Passaggi da compiere:
1. Chiudere tutte le finestre aperte.
2. Fare clic su "Start", poi su "Tutti i programmi" e su "Accessori".
3. Tasto Destro del mouse su "Prompt dei comandi"e fare clic su "Esegui come amministratore".
4. Nella finestra "Amministratore: Prompt dei comandi", digitare net stop WuAuServ e premere Invio.
Nota : Si prega di guardare la finestra e assicurarsi che dica che è stato arrestato correttamente prima di cercare di rinominare la cartella.
5. Fare clic su "Start", nel campo "Cerca programmi e file", digitare %windir% e premere Invio.
6. Nella cartella aperta, cercare la cartella "SoftwareDistribution".
7. Fai clic destro sulla cartella, selezionare "Rinomina"e digitare SDold per rinominare questa cartella.
8. Ancora nella finestra "Amministratore: Prompt dei comandi" digitate il comando net start WuAuServ per riavviare il servizio Windows Update.
Nota : Si prega di guardare la finestra e assicurarsi che dica che è stato avviato con successo.
9. Ritornando in Windows Udpate, cercate i nuovi aggiornamenti e vedrete che ora riuscirete a installarli
martedì 28 maggio 2013
A #Bologna si riparte da 50.000
E così l’esercito di Serse è stato battuto. Cinquantamila bolognesi (59%) hanno risposto alla chiamata dei referendari e hanno votato A, contro circa 35.000 che hanno votato B (41%).
In totale poco più del 28% degli elettori. Una percentuale che a botta calda consente ai sostenitori della B, il Partito Democratico in testa a tutti, di provare a sminuire la valenza del voto e di spingersi a dire che “si è trattato di una battaglia ideologica che non interessa la gran parte dei cittadini. I bolognesi hanno capito che la sussidiarietà è la chiave di volta laddove lo Stato non riesce ad arrivare” (E. Patriarca). Come a dire: non è successo niente, tireremo diritto.
Invece qualcosa è successo, per quanto possano fare i finti tonti. Il PD infatti non ha sostenuto la linea dell’astensione, ha fatto l’opposto, ha mosso le corazzate e l’artiglieria pesante per mandare la gente a votare B. Si è speso il Sindaco in prima persona (che ha mandato una lettera a casa dei bolognesi per invitarli a votare B, e ha fatto un tour propagandistico per tutti i quartieri), gli assessori, il partito locale, i parlamentari da Roma… Ai quali si è aggiunta la propaganda nelle parrocchie, quella del PdL, della Lega Nord, di Scelta Civica, della CISL, e gli endorsement di Bagnasco, di Prodi, di Renzi, di due ministri della repubblica, più le dichiarazioni di Ascom, Unindustria e CNA.
In totale poco più del 28% degli elettori. Una percentuale che a botta calda consente ai sostenitori della B, il Partito Democratico in testa a tutti, di provare a sminuire la valenza del voto e di spingersi a dire che “si è trattato di una battaglia ideologica che non interessa la gran parte dei cittadini. I bolognesi hanno capito che la sussidiarietà è la chiave di volta laddove lo Stato non riesce ad arrivare” (E. Patriarca). Come a dire: non è successo niente, tireremo diritto.
Invece qualcosa è successo, per quanto possano fare i finti tonti. Il PD infatti non ha sostenuto la linea dell’astensione, ha fatto l’opposto, ha mosso le corazzate e l’artiglieria pesante per mandare la gente a votare B. Si è speso il Sindaco in prima persona (che ha mandato una lettera a casa dei bolognesi per invitarli a votare B, e ha fatto un tour propagandistico per tutti i quartieri), gli assessori, il partito locale, i parlamentari da Roma… Ai quali si è aggiunta la propaganda nelle parrocchie, quella del PdL, della Lega Nord, di Scelta Civica, della CISL, e gli endorsement di Bagnasco, di Prodi, di Renzi, di due ministri della repubblica, più le dichiarazioni di Ascom, Unindustria e CNA.
Questa santa alleanza contro i perfidi referendari ideologici è riuscita a muovere soltanto 35.000 persone (incluse le suore, le prime a presentarsi ai seggi ieri mattina). Significa che una buona parte dell’elettorato di quei partiti e dei fedeli cattolici ha disobbedito agli ordini di scuderia ed è rimasta a casa oppure ha votato A.
Invece un comitato di trenta volontari, appoggiato solo da un paio di partiti minori e qualche categoria sindacale, che ha raccolto l’appoggio di tutti gli ultimi intellettuali e artisti di sinistra rimasti in Italia, ha portato a votare quindicimila persone in più.
Questo dato politico è il più interessante e pesante.
Da un lato perché significa che il tema della riaffermazione del primato della scuola pubblica rompe gli schieramenti, i vincoli d’obbedienza, le usuratissime cinghie di trasmissione, e allude a una sinistra reale che potrebbe e dovrebbe ricostruirsi a partire da alcuni temi fondativi.
Dall’altro lato perché se con le percentuali si può giocare al ribasso o al rialzo, invece con i numeri assoluti c’è poco da fare, vanno presi come sono. E cinquantamila sono esattamente la metà dei voti che Virginio Merola ha preso nel 2011, quando è stato eletto sindaco. Se questa giunta e questa classe dirigente hanno intenzione di tirare diritto, come traspare dalle prime dichiarazioni, dovranno considerare l’eventualità concreta che la marcia, scandita a ogni passo dall’incertezza e dalla paura, termini con una disfatta. Le notizie che giungono dalla capitale non saranno di conforto per lorsignori: un altro mix micidiale di scarsa affluenza e sconfitta; disgusto per gli schieramenti politici e per qualcuno più che per altri.
Da un lato perché significa che il tema della riaffermazione del primato della scuola pubblica rompe gli schieramenti, i vincoli d’obbedienza, le usuratissime cinghie di trasmissione, e allude a una sinistra reale che potrebbe e dovrebbe ricostruirsi a partire da alcuni temi fondativi.
Dall’altro lato perché se con le percentuali si può giocare al ribasso o al rialzo, invece con i numeri assoluti c’è poco da fare, vanno presi come sono. E cinquantamila sono esattamente la metà dei voti che Virginio Merola ha preso nel 2011, quando è stato eletto sindaco. Se questa giunta e questa classe dirigente hanno intenzione di tirare diritto, come traspare dalle prime dichiarazioni, dovranno considerare l’eventualità concreta che la marcia, scandita a ogni passo dall’incertezza e dalla paura, termini con una disfatta. Le notizie che giungono dalla capitale non saranno di conforto per lorsignori: un altro mix micidiale di scarsa affluenza e sconfitta; disgusto per gli schieramenti politici e per qualcuno più che per altri.
La risposta a tutto questo è quella di Bologna: organizzazione dal basso e ingaggio della cittadinanza sui temi importanti, sulle scelte di indirizzo. La dimostrazione che “si può fare”.
Dunque oggi si riparte da qui. Da quota cinquantamila. Avanti.
sabato 18 maggio 2013
FINANZIAMENTI PUBBLICI ALLE SCUOLE DELL’INFANZIA PARITARIE A GESTIONE PRIVATA
Nuovo Comitato Articolo 33
Quanto costano alla collettività i finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia paritarie a gestione privata? Facciamo un po’ di storia...
Finanziamenti pubblici alle scuole dell’infanzia paritarie a gestione privata
Quanto costano alla collettività i finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia paritarie a gestione privata? Quanti posti pubblici in più si possono creare ?
Dal 1994 tali scuole ricevono finanziamenti che sono via via cresciuti fino a diventare superiori a un milione di euro all’anno dal 2003 a oggi (1.188.585 euro nel 2011/12). Queste scuole nella stragrande maggioranza di orientamento confessionale fanno pagare rette annuali fra 2.000 e i 10.000 euro. Il numero di iscritti era di 1666 prima dell’inizio dei finanziamenti (pari al 24,3% del totale dei bambini) e nel 2011/123 è di 1726 pari al 22,8% se si contano i 238 iscritti in scuole private non paritarie.
Finanziamenti pubblici alle scuole dell’infanzia paritarie a gestione privata
Dal 2000 queste scuole ricevono finanziamenti sia dallo Stato che dalla Regione per oltre un milione e 200.000 euro per un totale nel 2011/12 di 2.435.585 euro. Ogni sezione di scuola d’infanzia comunale in più costa 90.000 fra spese di personale e di funzionamento (vedi delibera n. 212 del 9/10/12).
Finanziamenti pubblici alle scuole dell’infanzia paritarie a gestione privata
Con 1.188585 si garantiscono 330 posti pubblici in più ogni anno nelle scuole d’infanzia comunali. Se il Comune avesse a disposizione ogni anno i 2.435.585 euro di finanziamento pubblico totale potrebbe accogliere 677 bambine/i in più e assorbire anche tutti gli iscritti alle scuole paritarie private che ogni anno sono 570.
Finanziamenti pubblici alle scuole dell’infanzia paritarie a gestione privata
La lista d’attesa per accedere alle scuole d’infanzia comunali e statali ha raggiunto a giugno del 2012 il numero di 423, il più alto della storia.
Dopo la crescita demografica di fine anni 90 con aumento della lista d’attesa a 301 sotto la giunta Vitali, la giunta Guazzaloca apre fra il 1999 e il 2004 23 nuove sezioni statali. Sotto la giunta Cofferati fra il 2004 e il 2009 vengono aperte altre 9 sezioni statali, la lista d’attesa si mantiene bassa e comunque il saldo fra posti disponibili e lista d’attesa si mantiene positivo. Negli ultimi 3 anni con il nuovo boom demografico vengono aperte altre 8 sezioni ma il saldo diventa negativo e si arriva al record di 423 in lista d’attesa con 0 posti disponibili nel pubblico e 140 posti nel privato a giugno 2012. Da dicembre il Comune ha aperto una sezione statale e 8 comunali ma con orario 8-13. La lista d’attesa si è ridotta a 103, con 96 posti disponibili nel privato.
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